Stanze della Memoria e didattica della storia Fabio Masotti


Le Stanze della Memoria sono un percorso museale che l’Istituto Storico della Resistenza Senese ha fortemente voluto, ha allestito ed aperto alla fruibilità dei cittadini con il fine di riannodare i fili della memoria intorno ad un periodo - il ventennio fascista e la Resistenza - che il revisionismo storico nelle sue più diverse articolazioni, alcune spesso amplificate dai media, cerca di rileggere ad uso e consumo della politica. Il luogo di questo allestimento multimediale – la ex Casermetta – ha un significato particolare per Siena, in quanto qui nel 1943-1944 si consumò il tragico epilogo del fascismo senese con la sua scia di morti, di persecuzioni di antifascisti, di violenze. “Riannodare i fili della memoria”, dicevamo. Questo significa, soprattutto per quanto riguarda i giovani, essere capaci di individuare e riconoscere nell’attuale realtà democratica le tracce di un passato di Italia dittatoriale con il quale non si sono fatti fino in fondo i conti e che oggi dà testimonianza di sé attraverso le sue forme più odiose: rigurgiti di razzismo antisemita ed espressioni di intolleranza verso il diverso che in un’epoca di imponenti flussi migratori trovano nuovi adepti e nuova linfa. In questo senso le Stanze della Memoria sono un luogo aperto e attuale per i contenuti che propongono; certamente una loro visita rappresenta per gli studenti, ai quali in primo luogo l’ISRS vuole rivolgersi, una significativa occasione di didattica della storia legata al valore del concetto di libertà e di democrazia e all’importanza della partecipazione sociale e politica del singolo. In altre parole alla formazione del cittadino italiano che nel 1948 trovò nella Costituzione Italiana la propria naturale collocazione. Approfondendo questa riflessione sui “luoghi della memoria”, credo che rispetto alla didattica della storia questi offrano stimolanti opportunità di costruzione di “percorsi della memoria condivisi”con propri e diversi livelli di lettura e precise finalità. Ne elenco tre: 1) trasmissione della memoria del luogo; 2) elaborazione di una interpretazione storica che collochi in un contesto spazio-temporale più ampio l’episodio o il luogo stesso; 3) formazione del cittadino. Le positive esperienze che abbiamo avuto con le scuole a partire dal gennaio 2007, data di apertura delle Stanze, ci permettono di leggere in questa direzione e ci inducono ad una riflessione finalizzata a meglio strutturare i percorsi didattici sul regime fascista e la Resistenza che l’Istituto pone annualmente all’attenzione dei docenti e che così strettamente si riconducono al materiale espositivo che nelle Stanze si trova. Per quanto riguarda il primo punto sopraesposto, le Stanze con il loro aggancio al passato della RSI a Siena, evocano un chiaro collegamento tra ieri e oggi e sul versante didattico la trasmissione della memoria attraverso l’educazione all’uso delle fonti risulta di primaria importanza se si vuole far capire la conoscenza del passato, la percezione del nesso passato-presente, l’interpretazione del presente. Le Stanze sono una “fonte rielaborata”, nel senso che su quel luogo è stata ricostruita la storia del ventennio fascista e degli anni immediatamente successivi; le fonti, orali, scritte e iconografiche, ci sono state utili per questa operazione. Va in questa direzione il nostro intendimento di “trasmettere memoria”, il che per un giovane significa costruire una propria memoria e una propria identità. Le Stanze, dicevamo, sono una fonte. Ma talvolta la fonte presenta anche il rischio di una sua sacralizzazione, di una monumetalizzazione del ricordo sganciato dal legame con la storia e dal confronto con altre fonti. Lo storico TzvetanTodorov al riguardo afferma che “quando si usa il termine nazista per mascalzone ogni lezione di Auschwitz va perduta”. Crediamo valida questa riflessione e che vogliamo far nostra per la riflessione che facciamo in questa sede: Le Stanze della memoria devono poter trasmettere memoria di storia locale all’interno – e qui veniamo al secondo punto – di un quadro di riferimento più generale. Il percorso che abbiamo seguito nella progettazione delle Stanze, e quello che come Istituto proponiamo agli studenti è proprio questo: ad esempio, lo squadrismo senese, con i suoi assalti alle Case del Popolo, con le sue spedizioni punitive e le violenze sul territorio, non è dissimile dal più generale fenomeno italiano squadrista. Se, anche non volontariamente cadiamo nell’errore di sacralizzare il particolare gli studenti rischiano di non percepire la vera portata di quella “memoria del territorio” e intendono il particolare per il tutto. Sulla valenza della “formazione del cittadino” non sto qui a soffermarmi più di tanto: tutto il percorso museale va in questa direzione, con la denuncia della sopraffazione, della dittatura fascista e con la valorizzazione della democrazia, della libertà, dei diritti. E questo apre le porte a lavori strutturati sul significato di democrazia, di libertà, di Costituzione repubblicana. Alcune proposte didattiche L’esperienza che abbiamo maturato ci dice che le aspettative con le quali le classi vengono in visita alle Stanze sono fondamentalmente simili a quelle che un insegnante ha nel proporre un itinerario museale all’interno di una unità didattica: la visita, cioè, viene intesa come “momento illuminante”, “sorgente di verità”, “stimolo vivo” per i ragazzi – e lo può essere - che oggi sono sempre più spinti verso uno studio supportato da immagini, fatto di rapidità ed esemplificazione. Per questo le Stanze rischiano di essere viste come l’occasione da cui “dobbiamo trarre i maggiori profitti”: in prospettiva come “il” momento che fa luce e che dipana tutte le nostre insicurezze e i nostri dubbi. Sappiamo che non è così e che se una visita ad un museo non trova il sostegno di altre forme di riflessione critica, il fallimento è dietro l’angolo e tutto quello che ci è stato proposto, anche nelle forme più vive e coinvolgenti, rischia di scivolare via come le pagine di un libro letto stancamente. Allora, l’ideale sarebbe che gli studenti si avvicinassero alle Stanze con motivazioni forti, magari dopo aver già affrontato in altro modo l’argomento in questione, o come momento propedeutico, e non esaustivo, di un percorso didattico formato di diversificati tasselli. E’ a partire da queste considerazioni che prende vita e sostanza il percorso didattico che qui presentiamo e che vogliamo comunque aperto al contributo assolutamente stimolante di ogni singolo docente. La visita che proponiamo si articola in vari momenti. Inizia quasi sempre con una presentazione generale del progetto museale e con una ricostruzione storica dell’immobile in cui ci troviamo, a partire dalle drammatiche vicende degli assalti fascisti alla Casa del Popolo negli anni ’20-’21, dalla trasformazione forzata della stessa a Casa del Fascio ed infine al trasferimento della sede del Partito fascista nei locali di Palazzo Ciacci, l’edificio appunto delle attuali Stanze della Memoria. Questo primo momento di contatto con gli studenti permette di ripercorrere insieme il passaggio violento dalla democrazia liberale del primo Novecento al regime fascista. Da questo anno scolastico la proposta che l’Istituto fa alle scuole è supportata da una serie di quaderni, il cui primo titolo è “Lo squadrismo fascista e l’esperienza senese”, che forniscono una ricostruzione più approfondita dei vari argomenti; nel caso cui si fa riferimento, degli anni che vanno dalla nascita dello squadrismo e del fascio senese (1919) alla presa del potere da parte di Mussolini. Sempre per quanto riguarda il quaderno sullo “Squadrismo senese”, si documentano quegli anni grazie alle fonti presenti in Istituto (giornali vari) e alla preziosa testimonianza dei cinque volumi di Giorgio Alberto Chiurco, federale di Siena, Storia della Rivoluzione fascista. La decisione dell’ISRS di produrre i “Quaderni delle Stanze della Memoria” va nel senso di fornire ulteriori strumenti di approfondimento e materiali di studio. In un secondo momento le classi vengono accompagnate da una nostra guida nelle varie Stanze dove le strumentazioni multimediali permettono una lettura anche personalizzata delle vicende proposte. Ogni stanza è infatti dotata di un computer su cui è preinstallata una ricostruzione del periodo storico cui si fa riferimento; si possono così acquisire dati, leggere brani tratti da testi dell’epoca, vedere immagini di filmati e fotografie. L’utilizzo di questo strumento, ancorché spesso poco sfruttato a causa dei tempi ridotti che hanno a disposizione le classi, ci sembra particolarmente efficace per gli approfondimenti necessari. La parte che segue è la conclusione del percorso didattico. L’Istituto mette a disposizione dei docenti tutto il materiale relativo a fascismo, antifascismo e Resistenza che ha prodotto in questi anni sia sotto forma di interviste ad ex partigiani e antifascisti, di video riguardanti i momenti salienti della guerra partigiana in provincia di Siena, di dispense, libri e documenti delle varie formazioni partigiane, questi ultimi consultabili solo presso la sede dell’Istituto in via di Città, 81. E’ all’interno di questa molteplice articolazione di momenti di studio, sempre ovviamente concordati col docente di classe, che la visita alle Stanze ha un profondo significato didattico. I percorsi didattici che l’ISRS ha elaborato e sperimentato in questi anni, risultano adatti sia alle scuole medie inferiori che superiori. Quaderni delle Stanze della Memoria 1) Società di Mutuo Soccorso e Società di Contrada 2) Lo squadrismo fascista e l’esperienza senese 3) Repressione antifascista e Tribunale speciale a Siena 4) Resistenza nel Senese 5) Comunità ebraica senese, “Leggi per la difesa della razza” e deportazione a Siena.