La Casa del Popolo di Siena


Quello che oggi è il Consorzio Agrario fu inaugurato nel 1905 come sede della Camera del Lavoro: vi erano un caffè, un teatro, una biblioteca, spazi per la vita politica e associativa dei lavoratori senesi. Tra il 1920 e il 1922, nel periodo in cui il fascismo operava in tutta Italia le azioni più violente, la Casa del Popolo subì numerosi assalti – nel primo dei quali, il 7 marzo 1920, morì il giovane ferroviere Enrico Lachi – fino ad essere incendiata e semidistrutta. Una volta al potere, i fascisti si appropriarono della Casa del Popolo, trasformandola in Casa del Fascio e trasferendovi tutte le loro organizzazioni. Poiché, dopo le devastazioni, l’edificio necessitava di lavori di ristrutturazione, la Casa del Fascio contrasse un mutuo con il Monte dei Paschi, ma il debito non sarebbe mai stato onorato. Per recuperare il danno, la Banca acquisì gli immobili gravati da ipoteca, e contemporaneamente acquistò Palazzo Ciacci, in Via Malavolti, che nel 1936 fu donato alla Federazione fascista. Quella che era stata la Casa del Popolo venne quindi venduta al Consorzio Agrario a un prezzo irrisorio. Il Partito fascista mantenne la propria sede a Palazzo Ciacci fino alla fine; fu qui la famigerata Casermetta in cui, nel periodo della Repubblica Sociale, centinaia di oppositori al regime, ebrei e partigiani senesi furono imprigionati, interrogati e torturati dalla milizia. La Casa del Popolo non fu mai restituita ai lavoratori senesi, e ancora oggi è sede del Consorzio Agrario. A distanza di tanti anni, il Monte dei Paschi ha voluto rispondere all’appello rivolto dall’Istituto Storico della Resistenza Senese, concedendogli in comodato d’uso una parte del palazzo – proprio quello che fu sede della Casermetta – allo scopo di destinarlo a luogo pubblico in cui la memoria dell’opposizione al fascismo possa finalmente essere coltivata e tramandata.